Di ritorno a Bangkok

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Di nuovo saliamo su un pullman che ci porterà a Bangkok. Dopo aver raccolto tutti i turisti nelle varie guesthouse o hotel l’autista si ferma da un gommista per prendere una ruota di scorta, la fa rotolare tra le pozzanghere e la strada fatta di terra  per poi caricarla sul pullman e sdraiarla a fianco del posto guida e sopra dispone tutti gli zaini dei passeggeri, praticamente l’autista non si vede più perchè nascosto da questa muraglia di borse. Il bus è conciato male, con i finestrini rotti, i buchi nel tetto e ai lati riparati con il nastro adesivo. La strada fa paura, è tutta di fango e non capisco come il bus non si impantani, ogni volta che tocca i freni slitta e ad ogni buca sembra che ci dobbiamo ribaltare.
Attraversiamo diversi villaggi dove gli uomini pescano con delle reti tra dei fiumiciattoli e i bambini fanno il bagno nelle pozzanghere più grandi o ai bordi delle risaie, l’acqua è ovunque deve aver piovuto parecchio negli scorsi giorni. Nonostante le strade siano infangate il traffico non manca, abbiamo incrociato pure un motorino che trasportava legati tre maiali belli grossi sul portapacchi e un altro motociclista che guidava avvolto da tanti polli appesi a testa in giù, sembrava un pollaio su due ruote.
Arriviamo alla frontiera e uscire dalla Cambogia per entrare in Tailandia fa impressione. Ci lasciamo alle spalle le strade di fango, con i bambini che giocano nelle pozze e le baracche invece appena mettiamo piede in Tailandia strade asfaltate, chioschi ordinati, e minivan nuovo di zecca pronto ad aspettarci.
Una volta arrivati non perdiamo tempo e andiamo subito all’ambasciata Birmana per fare il visto. Già in ambasciata assaporiamo un po’ quello che sarà. La stanza dove compilare i documenti è abbastanza tetra e fatiscente e sulle scrivanie ci sono diversi vasetti di colla legati con uno spago, la colla serve per attaccare le foto sui fogli da compilare.
Consegniamo passaporti e scartoffie allo sportello, il tipo di fronte a noi è gentilissimo e ci dice di tornare a ritirare i visti tra un paio di giorni.
Le nostre giornate a Bangkok scorrono lente, un po’ di internet, qualche film e un po’ di shopping..per la gioia di Paolo che così non mi deve sentire più per un po’!
Abbiamo passato un’intera giornata girando per l’immenso centro commerciale MBK, perdendoci tra i numerosi piani e le scale mobili, un labirinto di negozi di ogni genere dalle grandi firme alle cose da mercato.
Abbiamo fatto anche una capatina anche a Patpong, un quartiere a luci rosse di Bangkok. Una volta arrivati in zona facciamo un giro e tutti i butta dentro dei locali dicono solo due cose: “Ping Pong Show, Sexy Show?” Girando qua e là per le vie ne indico una a Paolo, una strada stretta e con tante luci colorate. Ci avviciniamo e le scritte illuminate diventano più leggibili..boys, boys, boys! Ho portato Paolo nel quartiere gay..che ridere qui tutti gli accarezzano le braccia con la scusa dei tatuaggi mentre Paolo preso dall’imbarazzo cerca ritornare sulla strada principale. Qui ci sono due tipi di locali, i bar dove ci sono le ragazze in bikini e calze a rete che ballano su delle pedane, oppure i bar dove fanno gli spettacoli hard. Presi dalla curiosità entriamo al Super Pussy, dove fanno diversi spettacoli ma la cosa non fa per noi infatti la nostra durata nel locale è di circa 27 secondi. Il Super Pussy è pieno zeppo di turisti di ogni età, uomini e donne. Al centro un palco con diverse ragazze che indossano solo i tacchi a spillo. Appena entriamo due Tailandesi in biancheria intima ci si avvicinano e una comincia a farmi le carezze sul braccio mentre l’altra cerca di attacar bottone con Paolo. Le liquidiamo subito e usciamo dal night. Questo quartiere è gremito di gente e chissà come mai è pieno zeppo di nostri connazionali. Sorseggiando una birretta ci guardiamo negli occhi e decidiamo di tornare al nostro ostello e guardarci un bel film e facendoci largo tra i butta dentro e le ragazze dei locali saliamo su un taxi.

3 commenti su “Di ritorno a Bangkok”

  1. Valè ..e che mi stai depravando Paolo ??????
    immagino la sua faccia e il suo imbarazzo … ahahahah …
    Ho visto le foto .. tutte molto belle ….
    quella che mi piace di più sei tu ..forse su un bus distesa …
    Mi hanno colpita le tue gambe bicolore …..
    Abbronzatura fino al ginocchio…..
    ora ti consiglierei di mettere dei pantaloni dal ginocchio ai piedi .. e abbronzarti sopra …
    Vi abbraccio

  2. ahahah
    fichissimo il racconto…
    ma il finale è troppo “secco”!
    aho ho provato ad immaginarmi qualche scena, dal bob-bus alla signorina che accarezza vale…
    vabbè paolo accarezzato da tutti è uno spettacolo che mi sono risparmiato!!!!!!!!!
    ahahah

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