Vivere a Capo Verde

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Passano i giorni e Libero ed Airton sono pronti per la partenza, ci dispiace che vadano via perchè la loro compagnia è davvero speciale. Con loro andiamo a cena fuori e mangiamo la cachupa, un piatto tipico di Capo Verde. Mentre aspettiamo che la TAAG ci faccia sapere qualcosa per il nostro visto ci rosoliamo sotto il sole caldo sguazzando tra le acque cristalline di Sal e non ci facciamo mancare delle lunghe passeggiate dalla Baia di Santa Maria e Punta Preta. Prima che Libero mettesse via il suo furgone siamo stati anche Monte Leao, per vedere se c’erano le onde, ma non siamo capitati in una giornata buona quindi abbiamo ripiegato per il pontile. Capo Verde foodIo ho quasi finito di distruggere la vecchia Pukas di Paolo senza ancora aver imparato l’arte del surfista. Qui tutti i ragazzi fanno surf e di fianco al pontile c’è lo spot del paese dove vanno tutti a surfare, molti non hanno la tavola e quindi aspettano che magari un amico esca dall’acqua per poi entrare. La TAAG finalmente ci ha dato l’ok per il visto e così facciamo il biglietto. Andiamo al bancomat a prelevare, inseriamo la carta di Paolo e preleviamo poi prendiamo la mia e preleviamo di nuovo, il bancomat ci ridà la carta, fa lo scontrino e poi FRRRR, conta i soldi..FRRRR li conta di nuovo..FRRRR di nuovo ancora ma non ce li dà!!! Insomma la transazione è avvenuta ma no money!! Entriamo in banca ma la ragazza allo sportello ci dice che di sicuro i soldi non sono stati addebitati sulla carta perchè la macchina non ce li ha dati. Usciamo dalla banca e giriamo tutti i bancomat di Espargos per provare a prelevare di nuovo ma niente da fare, torniamo a Santa Maria e proviamo pure lì ma niente..nessun bancomat ci vuole dare i soldi. Andiamo a internet per controllare le carte di credito e scopriamo che i soldi sulla mia carta sono stati addebitati, ma vaff..per fortuna non era una cifra enorme..ma a prescindere da questo guaio continuiamo a non riuscire a prelevare e andiamo persino all’aeroporto a provare ma niente. Torniamo quindi a Espargos sia per andare a parlare con l’agenzia viaggi sia per andare alla banca che ci ha fregato i soldi. La banca però ha già chiuso mentre alla TAAG ci dicono di provare a prelevare domani mattina presto, poco prima del volo e di andare direttamente all’aeroporto a ritirare il biglietto.

2 commenti su “Vivere a Capo Verde”

  1. Alla fine le disavventure fanno parte del vostro viaggio e rendono tutto molto più interessante…insomma dovreste ringraziare il bancomat che vi ha ciulato i soldi! Sembra una situazione tipo “Paolino Jones e il bancomat maledetto”! Le foto sono splendide… sopratutto il furgone mimetico…che storia! Mare splendido anche quando Valeria si improvvisa ballerina sincronizzata! Ciao Ragazzi!

  2. ciao Paolo..come stai?

    cercando info su Capoverde mi sono imbattuto nel tuo sito..davvero migliore e esauriente rispetto ai soliti siti truffa collegati ad agenzie di viaggi…mi spiego, ho intenzione di mollare tutto ( vandere casa e lasciare lavoro..famiglia non ne ho) e di trasferirmi a Capo Verde e sto cercando info (serie) sul luogo , dove ho intenzione di recarmi per una prima visita in Dicembre…sarei davvero felice se tu mi potessi aiutare e magari consigliarmi qualche luogo dove poter andare in alternativa a Capoverde..ho 41 anni e sono single..

    ciao buon viaggio

    Syd

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