Surf MaroccoOggi siamo stati tutto il giorno tra gli spot di Anchor Point e Mystery Point. Valeria ha provato e riprovato a concludere qualcosa in mezzo al mare ma la strada per imparare è ancora lunga. Ha passato tutto il tempo a cercare di fare una duck diving decente ma non ha avuto molto successo. Si è anche un po’ demoralizzata ma alla fine l’ho resa felice spingendola un po’ sulle schiumazze. Abbiamo conosciuto Saad, uno dei primi  Marocchini surfista degli anni ‘70 che ha costruito la sua casa sullo spot di Anchor Point. Casualmente parecchio tempo fa una coppia di surfisti francesi gli chiese la casa in affitto, Saad sparò una cifra “esagerata” (200DH) e loro accettarono. Così capì che avrebbe potuto lavorare con i surfisti. Ora Saad non fa più tanto surf a Anchor Point perchè c’è troppo gente ma è sempre sulla terrazza di casa a vedere i ragazzi in acqua. Ci ha raccontato parecchi aneddoti sui surfisti, campioni e non. Ci ha detto anche che la rovina che si vede sullo spot era una fabbrica di scatolette di tonno. Ogni volta che pescavano i tonni tutto il mare si tingeva di rosso e anche a riva si avvistavano grossi predatori, tipo orche! Da aprile a settembre, quando la stagione del surf finisce, Anchor Point si trasforma inSurf Marocco un’immensa piscina dove le famiglie portano i loro figli a fare il bagno mentre nei mesi di mare più attivo, da novembre a gennaio, le onde sono world class! Saad ci ha raccontato che negli anni ‘90 ci fu una mareggiata con onde mostruose anche di 10 metri, a detta sua, e che in acqua c’erano solo due surfisti professionisti. Peccato che la spiaggia sia sporca perchè qui è uso e costume lasciare tutta l’immondizia dove capita. Molti ragazzi marocchini arrivano in spiaggia con tavole, muta e griglia con tanto di pesce. Dopo aver surfato accendono un fuoco e si cucinano il pesce in spiaggia. In spiaggia si arriva direttamente con la muta e senza nient’altro, infatti si consiglia di non lasciare niente incustodito perchè potresti non ritrovarlo.

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