Guinea Bissau e l’Arcipelago di Bijagos

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Guinea BissauCerchiamo un posto dove dormire ma non c’è troppa scelta e a meno di 10,00 euro a persona non riusciamo a trovare niente e inoltre questi alberghi ne valgono la metà. Per farsi la doccia bisogna usare i secchi e in alcuni la corrente c’è solo dalle 7 di sera alle 7 di mattina. Anche per mangiare sono botte da orbi..inoltre in tutta Bissau non ci sono Bancomat, verranno installati a fine mese! Per fortuna abbiamo ancora qualche euro con noi ma dobbiamo far bene i conti e sperare che in Guinea ce ne siano altrimenti non ci potremo fermare e dovremo schizzare in Mali, dove di sicuro ce ne sono. Almeno qui la gente è tranquilla e girando in maniche corte c’è chi mi chiama “Materazzi”, come il giocatore dell’Inter. Andiamo verso il porto per capire come si puo’ raggiungere l’Isola di Orango. Il porto ha tre ingressi e c’è un via vai di container. Guinea BissauCome sempre non è per niente chiaro dove e a chi dobbiamo domandare ma alla fine ci indicano un barca attraccata al porto e ci fanno entrare. Nel porto ci sono diversi pescherecci affondati e lì rimangono, non vengono spostati..aspettano che se li finisca di magiare il mare. Il traghetto va sull’Isola di Bubaque, la capitale dell’arcipelago di Bijagos, e parte una volta a settimana, il venerdì, e rientra a Bissau la domenica. Questi sono gli orari di questo periodo perchè non è alta stagione. Il giorno dopo, poco prima della partenza per l’Isola di Bubaque, veniamo avvicinati da due tizi della Sierra Leone che attaccano bottone con noi con la scusa di voler vedere i nostri tatuaggi. Dopo un esame accurato della nostra pelle ci dicono che si trovano a Bissau per affari, vendono diamanti e oro ed hanno un appuntamento con un acquirente del Portogallo. Continua la lettura »

Gambia

Africa, Gambia, I miei viaggi, Ricette dal Mondo, Video, Vlog | Letture: 490 8 Commenti »

The GambiaAmadou ha 18 anni e noi siamo i suoi primi ospiti tramite il couchsurfing. La sua casa è una corte, ci sono più di trenta persone tra adulti e bambini che vivono qui. Appena arrivati ci fanno accomodare nella nostra stanza che non è altro che un materasso tirato in terra con quattro mura tutte intorno e un tetto fatto di lamiera. Fa caldissimo e si suda anche da fermi. Mangiamo un boccone e poi ci portano ad un party, musica dal vivo e un sacco di ragazzi che ballano. Ma noi, un po’ perchè siamo stanchi e un po’ perchè non fa per noi, ci fermiamo poco e andiamo a letto abbastanza presto. Gambian food
Il giorno dopo facciamo colazione a base di frittelle, fagioli e cipolla, dopo di che con Amadou e altri suoi amici/parenti andiamo a fare un giro per il villaggio, ci portano a vedere il mercato, la loro scuola, la moschea e il campo di calcio. Davanti alla casa di Amadou gli abitanti di Sukuta stanno costruendo una moschea. La stanno costruendo con i soldi della beneficenza e nei giorni liberi tutti danno una mano per costruirla. Noi allora decidiamo di fare un’offerta anche per ricambiare la loro ospitalità. Il giorno dopo andiamo con Amadou e Amstrong, un suo amico, a vedere una specie di parco naturale..una cosa per turisti con tanto di pozzetta con dentro 4 o 5 coccodrilli, ovviamente evitabilissimo. Poi ci portano a vedere il mare, o meglio ci portano a vedere la zona più turistica sulla costa. Villaggi turistici di super lusso, ristoranti di ogni tipo, dall’italiano al tailandese e un sacco di altre cazzate per turisti. Per vedere il mare entriamo in un villaggio ultra chic. Continua la lettura »

Isola di Gorée

Africa, I miei viaggi, Viaggio in Senegal, Video | Letture: 389 3 Commenti »

SenegalA casa da Agnes è arrivato un altro Couch Surfer, un ragazzo francese che si unisce a noi per visitare l’Isola di Goree. Prendiamo il bus numero 1 che ci porta dalla parcella 16 al centro. Ci mettiamo un sacco di tempo perchè il traffico è impressionante. Scendiamo e ci dirigiamo verso il porto dove facciamo il biglietto. La tratta è breve, più o meno dieci minuti e già sul traghetto c’è chi si propone come guida o come venditore. L’isola di Goree è molto piccola e per girarla tutta ci mettiamo circa 1 ora e mezza. Da quest’isola venivano imbarcati i neri per essere poi venduti come schiavi. Ci sono molti edifici coloniali, molto belli ma lasciati all’abbandono mentre alcuni vicoli sono stati ristrutturati. L’isola è abitata e c’è anche una scuola. Ci sono diversi musei ma sono tutti a pagamento quindi noi da bravi cafoni non andiamo a visitarne neanche uno mentre il ragazzo francese sceglie di vedere il museo degli schiavi.Senegal Mi sa tanto che abbiamo fatto bene perchè il francese esce dal museo dopo due minuti perchè non c’è niente all’interno da vedere se non l’edificio stesso che è identico a tutti gli altri dove si puo’ entrare. Ovviamente qua e là si avvicinano diversi venditori che vogliono mostrarci il loro negozietto e la loro merce. Saliamo verso il promontorio dell’isola e lì c’è un mega cannone o pseduo mitra della guerra mondiale. Tutt’intorno ci sono diversi artisti che dipingono o che fanno delle sculture. Torniamo verso il porto per riprendere il traghetto per tornare a Dakar quando un simpatico giovanotto ci si avvicina e mostrandoci velocemente una specie di tesserino ci chiede se abbiamo l’autorizzazione per riprendere..mmm..mmm..(premesso che come noi sull’isola ci saranno stati una cinquantina di turisti armati di macchina fotografica e telecamera). Continua la lettura »

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