Noadhibou, Mauritania

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MauritaniaMayeln ha il giorno libero così ci porta a vedere il cimitero delle barche. Qui a Noadhibou ci saranno decine e decine di pescherecci di alto mare abbandonati lungo la costa. Il mare se li sta mangiando e fermi lì dove stanno, sulla riva e non, danno l’impressione di essere per davvero in un cimitero.
A pranzo andiamo da Alberto che ci ha fatto preparare dalla sua donna di casa circa 14 Kg di pesce fritto. E’ tutto ottimo, il pesce è davvero squisito e Alberto ci dice che in questa zona il mare è pescosissimo. Dopo aver mangiato come dei porci andiamo da Emanuela, l’amica di Maylen. Sono venuto fino in Mauritania per appendere le tende in casa di questa ragazza. Con tutta la calma di questo mondo Emanuela recupera un trapano per poter mettere dei tasselli al muro e dopo dieci buchi nel muro il trapano si fonde. MauritaniaSarà contento il padrone del trapano che si era tanto raccomandato con Emanuela di non farlo usare a un Mauritano perchè di sicuro glielo avrebbe rotto! Dopo aver fatto il mastro distruttore ceniamo da Emanuela e andiamo a dormire.
Il giorno dopo Alberto ci vuole portare a vedere un altro posto dove ci sono altre barche arenate e dove si essicca il pesce. Con Tommy e Mareike, i due ciclisti tedeschi, andiamo a vedere questa “spiaggia”. E’ allucinante, la puzza di pesce marcio è infernale e lungo la strada per arrivare alle barche arenate c’è un tappeto di teste di pesce mozzate, gusci di conchiglia e pesce putrefatto. Continua la lettura »

Noadhibou

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MauritaniaFacciamo colazione con Emanuela, perchè sia Maylen che Samantha sono andate a lavorare. Con lei andiamo a cambiare i soldi al mercato nero. In Mauritania non ci sono bancomat e non si puo’ pagare con carta di credito, bisogna portarsi contanti a sufficienza. A metà mattinata ci rincontriamo con Maylen che ci accompagna alla polizia per estendere il visto. Al confine ci hanno fatto un visto di tre giorni!! Lo abbiamo prolungato per un mese, altri 10 euro. Maylen ci porta a conoscere un suo amico italiano che vive qua da dieci anni. Si chiama Alberto ed è un signore sardo che esporta pesce della Mauritania. Principalmente si occupa di bottarga, polpi e calamari. MauritaniaCi facciamo una bella chiacchierata con Alberto che dopo poco sfodera dalla cucina prosciutti, salami, formaggi e verdure! Torna Maylen con altri due couch surfers..i due tedeschi in bicicletta alla frontiera!! Questi ragazzi stanno pedalando dalla Spagna e pedaleranno per almeno un paio d’anni in lungo e in largo per l’Africa. Nel loro viaggio precedente hanno fatto, sempre in bicicletta, dalla Germania all’Australia!  Il loro sito è www.earthlingsworld.de (durante questo trip raccolgono fondi per i bambini del Togo).
Noadhibou è una piccola città, niente più di  due vie parallele con negozietti di ogni tipo. Le strade sono un po’ asfaltate e un po’ no e sono piene zeppe di macchine che sfrecciano senza rispettare minimamente il codice della strada. Tutte le macchine, prevalentemente Mercedes, sono quasi del tutto scassate. Tornando a casa con Maylen abbiamo rischiato la vita..due auto ci stavano investendo in pieno, abbiamo fatto appena in tempo a scansarci. La gente tutta intorno ha cominciato a dire che Allah ci aveva salvato! Rientriamo a casa con la tremarella nelle gambe per lo spavento e Valeria cucina della pasta per tutti. Buonissima..insipida e scotta, che figuraccia!

Mauritania

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MauritaniaDakhla non è male come città, abbastanza turistica e con tanto di lungo mare. Siamo indecisi se rimanere per un giorno in più ma prima cerchiamo di capire come arrivare in Mauritania da qui. Alcuni ci dicono di andare a chiedere informazioni vicino ad un Hotel mentre molti altri ci dicono di andare alla porta della città, poco prima del posto di blocco della polizia. Prendiamo un piccolo taxi per andare verso la porta di Dakhla, lì troviamo un bel gruppetto di Mauritani con tanto di furgoni e Mercedes che fanno sotto e sopra da lì a Noadhibou. Parte la solita asta al prezzo. Passare la frontiera con loro è abbastanza caro, circa 21 euro a testa. Uno di loro parla spagnolo ed è quello che vince la gara d’appalto. La strada è abbastanza lunga, circa 400 chilometri fino al confine. MauritaniaSidi, il tassista, ci dice che ci vorrà almeno un’ora per passare il confine. Il panorama si ripete per tutto il tragitto, mare sulla destra e deserto a sinistra. Finalmente all’orizzonte vediamo le grandi dune del deserto..
Intorno a noi non cè niente, qua e là spuntano però lunga la strada asfalta dei bei cartelli che con tanto di teschio rosso e ossa incrociate. Tra la sabbia è ancora tutto minato con le mine antiuomo. Non è tanto per dire..è proprio così, bisogna rigorosamente seguire la strada asfaltata. Due anni fa una famiglia di francesi hanno percorso un pezzo di strada non battuta e sono saltati per aria. Continua la lettura »

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