Australia, in autostop da Perth a Cairns

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Giorno 4: Solita procedura sembra quasi un rituale ormai, all’alba una tazza di tea e si parte, destinazione Seduna. Il paesaggio non cambia molto a parte per un forte dislivello tra la strada da dove veniamo a quella dove stiamo andando. La vista è spettacolare. Passiamo poi una zona dove nella stagione giusta si possono avvistare balene che vengono lì per riprodursi ma noi siamo nella stagione sbagliata. Come ci affacciamo da questo promontorio incredibile a strapiombo sul mare esce un delfino che fa qualche salto, ci consoliamo perchè è meglio di niente. Ancora qualche foto un tea e via si riparte. Arriva l’ora di un altra fermata e quando ci fermiamo alla stazione di servizio vediamo un aereo volteggiare sulla stazione, è uno di quei piccoli aerei. Gira attorno all’area di servizio e che fa? Atterra in strada e entra nella stazione di servizio per fare il pieno, fa benzina e si riprepara al decollo. Ci saluta mentre ci passa vicino e via decolla di nuovo. Questo non è l’unica cosa strana che ho visto in Australia, abbiamo incontrato infatti trasporti eccezionali del tipo un camion con dietro una casa, cosa normale qui. Incomincia a fare scuro e facciamo in tempo ad arrivare a Seduna per un bagno e vederci un tramonto sul mare. Seduna è una città piccolissima in una baia e con un molo lunghissimo, io cucino una pasta veloce e ci mettiamo a dormire.

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Giorno 3: Ci alziamo presto come sempre e dopo aver mangiato qualcosa ci rimettiamo in viaggio. Ieri abbiamo fatto 700 km e se continuiamo così arriveremo a Port Augusta in 2 giorni. La giornata fila tranquilla tra fermate per il tè e qualche foto. L’unica cosa che ci da un po ai nervi sono i prezzi che nelle stazioni di servizio, lungo il Nullarbor, aumentano e mano a mano che ti allontani dall’ultima città diventano il triplo o il quadruplo del normale, non fa tanto piacere vedere che ti stanno rapinando. AustraliaCon il calare del solo si comincia a fare lo schiva canguro con la macchina, a quell’ora escono tutti insieme perchè si abbassa la temperatura e la cosa che più gli piace fare e stare fermi al centro della strada e non si spostano manco se gli passi a due centrimetri dalla coda. Se ne incontrano molti stecchiti lungo la strada, investiti dai camion o dalle altre macchine. La cosa divertente è che Braian non ci faveva tanto ca so ai canguri, così di notte gli davamo una mano ma ogni volta che gli dicevo “Braian il canguro!” lui invece di evitarlo si girava prima verso di me chiedendomi “Cosa?!” ed io “Il canguro il canguro” e lui sterzava bruscamente poco prima di farlo seccho. Poi arriva l’ora di dormire e ci fermiamo in una delle piazzole ai lati della strada, in lontananza vediamo una luce, come un fuoco e poi una forte odore di legna bruciata, parlando tra di noi diciamo che sarà qualche altro che ha deciso di accamparsi un po più all’interno per la notte ma poi vediamo che non c’erano macchine e il fuoco era un po’ troppo lontano dalla strada. Braian ci aveva già raccontato di cose strane accadute nella zona come di persone che si erano accampate e venivano derubate dagli aborigeni che venivano giù dalle colline. All’improvviso vediamo delle torce che si accendono e cominciano a venire verso di noi prima una poi un’altra, Braian saluta in lingua aborigena ad alta voce in modo che potessero sentirci ma nessuno risponde e dopo qualche altra parola in aborigeno lui ci dice che è meglio andar via e in fretta risaliamo sul furgoncino. Dopo una 20 di kilometri ci fermiamo di nuovo per la notte e questa volta senza problemi.

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Giorno 2: Dopo aver cercato di dormire in tutte le posizioni inimmaginabili ma inutilmente, perchè il terreno Australiano non è proprio uno dei più adatti al campeggio, ci alziamo. Sono le 5 del mattino e mentre ci gustiamo l’alba e facciamo colazione ci prepariamo per ripartire e mettiamo via la tenda. Di nuovo in strada a fare lo stop e mentre eravamo sul bordo della strada in un silenzio quasi inreale vediamo un gruppo di canguri che attraversano la strada poco lontani da noi. L’attesa è lunga sono le 9:30 e solo poche macchine sono passate ma si ferma un camionista e noi siamo tutti contenti di aver trovato un passaggio con un truck (camion). Ma niente passaggio perchè si era solo fermato per dirci che quello non era proprio il posto migliore per fare lo stop perchè più in su c’è un incrocio e molte macchine girano quindi ringraziamo il tipo e ci avviamo dall’altra parte della collina. Io con il mio carrellino mi muovo bene ma Dean con il suo mega zaino da più di 40 Kg non molto. Ci avviamo su per la collina che sembrava essere più dolce di quanto ci aspettassimo. Dean mi da 150 metri di stacco quasi che avesse fretta, io dietro continuo a fare lo stop mentre mi muovo mentre lui che vuole solo arrivare alla fine della collina. Mentre camminavo si ferma la prima macchina della giornata, un tipo di nome Braian di 84 anni con un furgoncino e una roulotte, gli dico subito che eravamo in due così che non si spaventasse nel vedere Dean che è pure grosso. Braian mi dice tranquillamente che fino a 4 li può caricare e così capisco subito che il tipo è tranquillissimo, un vero ozzy che attraversa il Nullarbor per l’ennesima volta.

Ma prima di decidere se andare con lui fin la dobbiamo vedere se è davvero un tipo tranquillo o altrimenti saremo inchiodati in cattiva compagnia per almeno 5 giorni. Subito ci rendiamo conto che un uomo interessantissimo con tantissime storie da raccontare, come di tutte le volte che ha attraverso l’Australia in lungo e in largo. Ci fermiamo per un te’ e lui ci racconta di quando era in giro in cerca d’oro e di tutte le tecniche che aveva per sopravvivere nel deserto e di tutte le volte che si è trovato senz’acqua e come faceve per procurarsela e anche delle cose che si possono mangiare nel deserto. Ci ha anche raccontato di quando ha seguito tutta la scia di un meteorite che cadde in Australia e di tutti i chilometri che ha fatto per trovare le lacrime (così si chiamano) che lascia il meteore per oltre 500 km nel deserto. In più ci racconta di tutte le varie avventure con coccodrilli, ragni e serpenti. Di sicuro non ci siamo annoiati durante il viaggio e poi ad ogni fermata ci faceva vedere le piante che si potevano mangiare è davvero un uomo forte e io e Dean rimaniamo incantati a sentire tutte le sue storie per il resto della giornata. Lui sta andando in un posto che non ci vuole dire per cercare con il metal detector delle monete antiche. Andremo con lui fino a Port Augusta per poi andare a Alice Springs, nel frattempo attraversiamo la città di Norseman che è lunica città Australiana dove è vietato fare lo l’auto stop, non è che sia proprio vietato ma la polizia ti ferma e ti chiede se hai un minimo di 50 dollari (aus) se li hai sei apposto altrimenti ti fai una settimana in prigione e queste non sono cazzate! Ormai è notte inoltrata e ci fermiamo per mangiare qualcosa e Dean rimane incantato dal cielo stellato che nel mezzo del deserto senza alcuna luce è davvero uno spettacolo, puoi vedere le stelle fino all’orizone quasi che tocchino il terreno.

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