Siam Rep

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Arriviamo a Siam Rep con gioia e ansia di vedere questi famosi templi. Abbiamo anche intenzione di girare un nuovo episodio di Cobretti. Il prezzo dell’entrata ai templi è davvero caro, per un giorno costa 20 euro, furto a mano armata, 15 anni di galera. Per 2 giorni di visita 40 euro e per 3 giorni 60 euro. Optiamo quindi per un giorno. Contrattiamo con un taxista che ci porta in giro per tutto il giorno per 3 dollari. I templi sono abbastanza lontani e girarli a piedi è impossibile. Ci prepariamo e andiamo con Mr. Jhon, nome inventato dal tipo per i turisti e cominciamo il tour. Visitiamo i primi templi bellissimi e grandissimi ma visitati i più grandi e famosi i restanti sono tutti uguali, come tante pietre, quindi devi essere davvero religioso per goderteli tutti. Ce ne sono più di 100 e vederne 20 o 30 credo sia davvero sufficiente o almeno per me e Carlos è stato così. Dopo aver girato un altro episodio di Cobretti dal titolo “Cobretti e la città dei templi”, che uscirà e breve su tutta la rete, ci facciamo accompagnare fuori dalla zona dei templi per mangiare qualcosa. Fuori il cibo costa 3 volte meno. Una cosa che si puo’ fare, anche se non è molto corretta, è di andare in 4 persone. 2 visitano i templi la mattina e 2 il pomeriggio comprando solo 2 biglietti. Abbiamo detto a Mr Jhon che si sarebbe beccato i soldi senza lavorare molto e lui rideva come un matto. Lo trovavamo sempre che dormiva quando uscivamo dai templi, stava sempre crepato di sonno con due occhi rossi che quasi sembrava dovesse morire. Per andare a visitare i templi bisogna andare verso le 5 del mattino altrimenti fa troppo caldo e c’è troppa gente. Dopo pranzo mandiamo Mr Jhon a dormire un po’, altrimenti ci fa ammazzare con il taxi, e torniamo a vedere il tramonto dall’alto di un tempio. Arrivati in cima sembrava che ci fossero una marea di gabbiani tipo sugli scogli al mare, una marea di gente ad aspettare non so che. Abbiamo visto il tramonto, non era niente di speciale perché c’erano parecchie nuvole ed ero piu’ interessato alle 2 Messicane che ci sedevano a fianco ma anche con loro niente di che perché troppo snob, con la puzza sotto il naso. Torniamo in città e ci prepariamo per uscire e andare in un locale che si chiama The Laundry dove si beve gratis e si gioca a bigliardo gratis, un posto perfetto. Il barman è un Francese e mi fa ammazzare dalle risate, qualunque cosa gli si dici lui risponde FUCK, del tipo: “possiamo avere una birra a sbaffo” e lui “yes Fuck”. Io e Carlos ci spaccavamo dalle risate.
Cambodia Siamo arrivati in un periodo di feste e c’era molta gente che andava in giro per le strade a mangiare, bere e a divertirsi. Un piatto tipico della Cambogia sono le tarantole fritte, si vedono una marea di donne con questi vassoi in testa con tarantole fritte o scarafaggi, tartarughe, rospi, larve, ecc. Carlos ha provato un zampa di tarantola ma io ho preferito ricordarmele vive come quando mi saltavano sulla tenda in Australia, quindi ho lasciato stare.
La Cambogia non aveva più niente da offrirci così prendiamo un bus per Bangkok. Le strade in Cambogia sono rimaste uguali al dopoguerra nessuno le ha più risistemate e quindi abbiamo fatto un viaggio pazzesco verso il confine, pieni di polvere fino alle ossa. Io ho sbattuto 2 volte la testa contro il soffitto del bus per tanto che saltava. Intorno a noi si alzava un polverone rosso che ricopriva la strada e le persone che ci camminavano a fianco con gli animali. Dopo svariate ore di salti e polvere ci ritroviamo alla frontiera con la Tailandia e felici di cambiare bus.

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