Saigon, Ho Chi Min

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Dopo due giorni ad Hoi An ripartiamo verso Ho Chi Min, ci vorranno 24 ore di bus per raggiungere la più grande città del Vietnam. La strada è lunga e come sempre dormire sullo sleeping bus è un’impresa, grandi frenate, curve a tutta velocità, grosse buche nell’asfalto..un sonno tutto a singhiozzi! Il tempo sembra essere più clemente e forse ci siamo lasciati alle spalle i monsoni. Arriviamo in città, Saigon ovvero Ho Chi Min. Telefoniamo subito ad Aram, il couchsurfer che ci ospita e raggiungiamo casa sua, abita vicino alla zona dei backpacker in un piccolo quartiere. Aram è un armadio tatuato ma dietro la pellaccia dura è un bonaccione. Conosciamo anche i suoi coinquilini e dopo una doccia usciamo con loro per festeggiare Halloween. Ci portano in un paio di locali a bere birra e a ballare, mi sembra di essere a Milano: tutti vestiti fashion con un cocktail in mano chi nascosto da qualche maschera terrificante e chi no. Manca solo qualcuno che dica: “dolcetto o scherzetto?”. Dopo aver dato il meglio di noi sulla pista sfatti di sonno e anche un po’ dall’alcol andiamo a casa a dormire.
Saigon è una grande città che corre su due ruote, tra un traffico micidiale e gente che va da tutte le parti sotto un caldo afoso o piogge torrenziali. Tutti sono in fermento, chi cucina, chi fa da moto taxi, chi trasporta blocchi di ghiaccio su un carrettino da consegnare ai locali, chi fa da butta dentro nei ristoranti, chi fa la manicure per strada etc. etc.
Quasi tutte le donne qui indossano una mascherina, inizialmente credevo fosse per lo smog, ma invece serve per non far abbronzare il viso che è sempre coperto da un berretto molto largo o dai tipici cappelli di paglia a punta. Addirittura c’è chi indossa guanti color carne lunghi fino alle ascelle, cercano di coprirsi il più possibile perchè vogliono avere la carnagione bianca. Essere abbronzati significa fare dei lavori all’aperto, spesso di fatica.
Saigon è una città che bisogna vivere di notte: luci colorate, ristoranti e bar, chioschi e vita, tanta vita. Qui si puo’ scegliere tra i numerosi locali, dal più chich al più cheap. Si puo’ bere una costosa birra d’importazione in un locale ultra curato o spostarsi al bar a fianco per assaporare una delle birrette locali, ben annacquata, dove al posto delle noccioline servono della seppia secca da mordere e succhiare.
Sembra di essere a Milano o a New York, tutto rimane aperto fino a tardi e si puo’ mangiare e bere in continuazione. Con Aram e gli altri ci godiamo la vita notturna con i suoi sapori e odori di grande metropoli.

2 commenti su “Saigon, Ho Chi Min”

  1. e finalmente un pò di vita ragazzi!!!vai vale, goditi le notti simil milanesi!!dai il massimo di te stessa!ma NON succhiare la seppia secca…detta così fa pensare ad altro però….:)

    Go Obama Go!!!

  2. zapetta ma…!!!!
    sti commenti sul succhiare…!!!
    bravi ragazzi paolo qua fanno battute su valeria che succhia e morde le seppie: sii un cavaliere, tieni alto il SUO onore e le seppie ciucciatele te! 😀

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