Paura e delirio in KL

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E’ l’alba, chiudiamo la porta della nostra casa balinese e saliamo sul piccolo van di Bobby, il nostro vicino, che con tutta la famiglia ci accompagna all’aeroporto. Sono triste, perchè sto “abbandonando” Nacho, non sono riuscita a rivedere Jabba e perchè so che ritornare a casa non sarà semplice. Mille domande alle quali non trovo nemmeno una risposta mi frullano per la testa mentre l’aereo prende il volo verso la Malesia.
Appena atterriamo raggiungiamo Chinatown e come sempre ci infiliamo nella nostra schifosissima guesthouse cinese. Questa volta, dato che ormai siamo dei clienti abituali, ci danno una camera doppia con un letto matrimoniale (generalmente dormivamo in un letto a castello). La stanza ha anche una finestra e parte dell’intonaco di un muro è spellato da infiltrazione d’acqua, insomma molti comfort in più del solito!
Poggiamo i nostri bagagli sul letto, ci diamo una rinfrescata e scendiamo in strada perchè finalmente dopo mesi di letture del blog MonkeyRockWorld e dopo esserci rincorsi per mesi nel sud est asiatico riusciamo a incontrare la scimmia viaggiatrice tatuata: Marco.
Ci conosciamo davanti al Reggae Bar e come prima cosa Marco ci invita immediatamente ad una festa a casa di tre ragazze iraniane che lo stanno ospitando. Ovviamente accettiamo ma prima di andare a casa delle fanciulle sbrighiamo un paio di commissioni e ci fermiamo in un baracchino per strada dove lui mangia mentre noi beviamo un te.
Ci raccontiamo a vicenda un bel po’ di cose, sui viaggi, sui viaggiatori e sull’amore senza troppi misteri. Una bella e sana chiacchierata che ci accompagna in metropolitana e fin davanti alla porta delle studentesse iraniane: Sahar, Niloo e Elahe.
La festa è per il compleanno di Federico, un amico di Monkey, che compie 20 anni. Il festeggiato è un bel soggetto che dopo il diploma si è messo lo zaino in spalla ed è partito per l’Australia. Obiettivo? Due anni in giro per il mondo prima di iscriversi all’università!
Iniziano i preparativi per la festa e mentre il carbone brucia sotto la griglia del barbeque gli invitati incominciano ad arrivare. Arriva il coinquilino Francese delle ragazze iraniane che è decisamente di poche parole, una coppia di couchsurfers spagnoli di passaggio per la festa, un ciclista tedesco dai lunghi capelli biondi fermati con delle mollettine da femminuccia, una coppia, anzi ex, di gay, un cinese grassottello e due ragazze malesi. Il delirio sta per cominciare al 17° piano di un grattacielo a due passi dall’università.
Sul barbeque mettiamo a cuocere carne di maiale in quantità, salamelle di ogni tipo e forma. Nell’aria si sente la musica e le bestemmie dette da Federico, Monkey e quelle da loro insegnate alle ospiti.
Le birre, la tequila e il vino scorrono a fiumi e le teste si fanno sempre più leggere. Per essere in un paese mussulmano il tutto è davvero surreale alcol, porco, bestemmie e promiscuità di ogni tipo, ma il meglio della serata deve ancora venire. Sì perchè quando già i cervelli iniziano a spegnersi ci spostiamo in massa nella stupenda piscina del palazzo. Le ragazze malesi a bordo piscina preparano una canna d’erba mentre alcuni si buttano in piscina. Uno dei gay si imbosca con uno che non è della festa, le ragazze fumano mentre altre sputano saliva nel tombino perchè sono lì lì per vomitare.
Il ciclista tedesco si perde nei costumini aderenti delle due cannaiole, uno dei gay si accoppia, Marco pensa a Kit e insieme a lui aizziamo Federico per una copula notturna!
Qualcuno si disperde, gli spagnoli e il cinese se ne tornano a casa mentre la guardia dell’edificio ci fa gentilmente uscire dalla piscina. La serata non è finita perchè per dare un colpo di grazia alla percentuale d’alcol già in corpo tutti, tranne noi e Marco, si spostano al Reggae Bar a farsi altri bicchieri mentre noi poveri vecchi monogami viaggiatori addentiamo le ciambelle portate dalle due fattone malesi (ciambelle che sarebbero dovute essere la colazione dell’indomani).
Io sento la testa che gira e senza nemmeno salutare mi butto sul letto svenendo lasciano Paolo e il Monkey ad un’ultima chiacchierata prima del loro collasso.
La mattina seguente sento dei rumori di lattine in sala, mi alzo e vedo Monkey che cerca di dare una sistemata al macello lasciato in giro mentre io cerco di raggiungere la cucina scavalcando due o tre persone che dormono sul pavimento. Una di queste è il ciclista tedesco che dorme con una mascherina bianca sugli occhi.
La prima cosa che penso è: “ma qualcuno avrà fatto all’amore?”..si perchè ieri nel delirio abbiamo fatto un po’ di scommesse sulla serata.
Che dire la festa è stata delirante, mi sono divertita moltissimo perchè tutto era fuori di testa! Ho bevuto, cosa che gradisco sempre, abbiamo conosciuto gente simpatica, abbiamo trovato chi ci ospiterà nei prossimi giorni (le ragazze iraniane) ma soprattutto abbiamo incontrato Marco: musicista, scrittore, viaggiatore, innamorato. Una sana scheggia di follia sulla terra!

7 commenti su “Paura e delirio in KL”

  1. che spettacolo raga!!
    quasi quasi coi soldi della liquidazione mi affitto un appartamento anziche andare in giro…

    aaaaaaaaaaaaaaaa
    ma sti cazzi dell’appartamentooooo
    ahahahahah
    belli tosti fino all’ultimo giorno!!

  2. Fulvio!!
    ci dispiace che non sei rimasto per la festa delirio..ma perchè sei tornato in italia!! saresti dovuto rimanere, invece hai fatto una toccata e fuga nel pomeriggio.
    per favore però non far più tremare la terra..ci si vede in giro.
    tripmaitrop family

  3. Ciao!!!
    Continuo a seguirvi costantemente nelle vostre avventure!!!!
    Buon divertimento e saluti da Lanciano!!!

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