Luang Prabang

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Paolo è stato a Luang Prabang 5 anni fa e ha trovato la città totalmente stravolta. Prima era un piccolo villaggio con casette di legno pochi ristoranti e zero servizi ora invece sembra di essere a Porto Cervo, locali di lusso, internet point a non finire, bancomat, agenzie viaggio ed escursioni di ogni tipo e i prezzi sono più che triplicati. Paolo allora spese 20 euro, vitto, alloggio e trasporti per 2 settimane , ora invece non bastano da 5 ai 7 euro al giorno a persona, solo l’autobus da Luang LaosPrabang a Vang Vieng costa 10 euro a testa. Ci hanno detto che i prezzi sono lievitati sia a causa del caro petrolio sia dopo lo tsunami perchè la gente ha paura ad andare dove c’è stato. Nonostante tutto però Luang Prabang è davvero una città molto carina e soprattutto tranquilla, dove le giornate scorrono lente seguendo il ritmo del fiume Mekong. Per le strade girano moltissimi monaci ed è facile incontrali dovunque anche negli internet point, Luang Prabang abbonda di templi e durante la notte e alle prime ore del mattino si sentono risuonare i loro tamburi. LaosOgni mattina all’alba, i monaci escono dai templi e in fila indiana camminano per strada raccogliendo le offerte di cibo della gente.
Ogni sera in città viene montato il NIght Market, il mercatino notturno ricco di bancarelle di argento, stoffe e artigianato. Decido di farmi un regalo e mi compro una borsa, concordo il prezzo e scelgo il colore. Non sarà cosa facile però perchè nonostante la gamma di colori sia limitata per decidermi ci metto più di venti minuti così Paolo paga e si allontana lasciandomi in balia di quella santa donna della commerciante che con pazienza attende la mia decisione: “Bella questa verde, però pure gialla..altrimenti rosa..no rosa no, forse verde..però quel rosa lì non era poi così brutto..ma nera si mette su tutto..però tutto nero..un po’ di colore, no?!'” Una volta fatto l’acquisto Paolo mi informa che non mi accompagnerà più a fare shopping, non so se è un bene o un male.
Vicino al mercato notturno ci sono diverse bancarelle di cibo, panini, frullati, carne e pesce alla brace, riso e zuppe, e decidiamo di cenare con un bel pesce ai ferri accompagnato dallo sticky rice. Lo sticky rice è riso appiccicoso, si prende ne si fa una palla e lo si bagna nelle salse come se fosse pane, davvero ottimo.
Le giornate passano lentamente, ciondoliamo per la città e ripercorriamo le vie del mercato un’infinità di volte, passeggiamo lungo il Mekong e aspettiamo che le ore scorrano. Rincontriamo un po’ dei ragazzi che erano con noi sulla barca e molti ci dicono di andare a vedere le cascate perchè sono davvero belle, ci pensiamo un po’ su e ci prendiamo ancora un altro giorno per decidere.
In serata Paolo scatta qualche foto notturna per la città e decide di fotografare un tempio, per farla si appoggia ad un muretto sopra ad un soffice strato di erbetta. Dopo poco si rende conto che l’erbetta si muove e gli sta salendo su per le braccia allora realizza di essersi appoggiato sopra ad un nido di formiche rosse che lo stanno incominciando a pizzicare, mi da la macchina fotografica e incomincia a togliersele di dosso tra mille pruriti.
Decidiamo di andare a vedere le cascate e prendiamo una specie di tuk-tuk in condivisione con una cinese, un australiano, una tedesca e due ragazze canadesi. Le cascate sono ad una trentina di chilometri da Luang Prabang e per arrivarci ci impiegheremo circa un’ora. Una volta arrivati scopriamo che l’ingresso alle cascate Kuang Si è a pagamento, non è tanto per il biglietto, però ci rendiamo conto che ormai il Laos è diventato stra turistico. Poco prima dell’immensa parete d’acqua c’è un piccolo zoo con qualche orso asiatico e poi finalmente le cascate. Sono davvero belle e imponenti e alla base si formano delle piscine naturali dalle quali nascono altre cascate più piccole dove sarebbe anche possibile fare un bel tuffo se non fosse che il tempo cambia improvvisamente e inizia a diluviare così dopo un’ora torniamo verso l’ostello. In città poi compriamo il biglietto per Vang Vieng dove ci sposteremo domani, le ragazze canadesi ci hanno detto che là è più economico, speriamo. Usciamo per cena e andiamo a navigare un po’ a internet.

5 commenti su “Luang Prabang”

  1. Dalle foto sembra che vi stiate divertendo,come state?????????
    E specialmente a Paolo,solo per curiosità come era il “cuscinetto d’erba morbido”?
    Fico no!!!!!!!!!!!

  2. E’ un bene valeria ….. ne so qualcosa io ….
    fare spese con paolo .. se sono cose che a lui non interessano …è un’impresa ……non facile ….
    il consiglio???? ….. vai da sola …. sarà rilassante …
    almeno non vedi la faccia scocciata di lui ..
    ti metteresti solo agitata… di fretta ….e senza nessuna soddisfazione ….un abbraccio …

  3. sullo shopping sei sempre stata indecisa ma sul cibo vedo che ti ci fiondi come il Roby sulla gnocca!! e brava la mia SACCHIPANZA!!!

  4. Zapetta hai ragione !!!!!!!!apro il sito col terrore di vederla con la testa entro un piatto ….
    ma devo dire che ultimamente ci ha ripsrmiati la visione …
    infatti abbiamo rivisto il suo viso sorridente ……
    amche se paolo ci toglie sempre qualche pezzetto …
    bhooo… con la cinepresa ha dimenticato a fare belle foto ….

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