I diari della ValeSiamo a Bali, in Indonesia, ma abbiamo dovuto mettere piede in Italia circa tre settimane fa. Questo è quello che è accaduto un giorno di fine maggio, la storia finisce bene, abbiamo ottenuto quelle che volevamo. Paolo ha risolto, ma questo è quello che è successo..una boccata di burocrazia e maleducazione tutta Made in Italy.

Giorno 26 maggio 2009.
E’ arrivato il momento per Paolo di rifare il passaporto perchè ha concluso le pagine. Perciò questa mattina ci siamo fatti forza e coraggio a vicenda e siamo andati al Consolato Italiano.
Il solito gentilissimo segretario Indonesiano del consolato ci accoglie con un bel sorriso e un “Buongiorno” pronunciato un po’ così. Questa volta abbiamo tutto il necessario richiesto dal Consolato per poter rifare il passaporto perchè come sono tornata in Italia sono passata al comune di Lanciano e ho fatto stampare il “Certificato di Cittadinanza” di Paolo, completo di marca da bollo e timbri vari (il tutto per 15 euro).
Vic, l’indonesiano dell’ufficio, ci dice che in due-tre settimane il passaporto di Paolo sarà pronto.
Servono solo due foto tessere, il certificato di cittadinanza, il bollettino del bonifico effettuato per l’Ambasciata Italiana di Jakarta di 70 euro e riempire un modulo con i dati di Paolo. Le solite cose più o meno, dove sei nato, residenza, altezza, colore degli occhi, stato civile, etc. etc.
Salutiamo Vic e andiamo subito in banca a fare il bonifico.
Non sappiamo quale fila fare perchè ci sono diversi sportelli con nomi diversi (tutti in Indonesiano), così chiediamo alla guardia giurata che subito ci manda una ragazza che è lì apposta per servire le persone che hanno bisogno di aiuto ed è talmente efficiente che ci compila lei il modulo per fare il versamento. Una volta allo sportello paghiamo e torniamo dal nostro Vic, al Consolato.
Mentre facevamo la coda in banca abbiamo compilato il modulo del Consolato ma abbiamo lasciato delle domande in sospeso perchè non abbiamo capito il senso di alcune frasi, per esempio nel formulario chiede: “Prima Immigrazione” oppure “Ultimo paese”, per il dubbio lasciamo in bianco e chiederemo a Vic cosa si intende con queste domande.
Siamo di nuovo davanti al suo ufficio, bussiamo ed entriamo. Vic dietro i suoi occhiali color rosso fuoco ci fa accomodare.
Gli consegno la copia del bonifico eseguito e tutto il resto che aveva richiesto e poi gli chiedo di dare un’occhiata al modulo che ho compilato e gli dico che ci sono alcune campi lasciati in bianco perchè non erano molto chiare le domande.
Vic non parla Italiano (giustamente..siamo in un Consolato Italiano!) ma sa perfettamente tradurre riga per riga in Inglese e così ci dice che “prima immigrazione” significa “l’anno in cui sei venuto in Indonesia la prima volta” e poi ancora con “ultimo paese” devo indicare quale è stato l’ultima nazione da me visitata prima di entrare in Indonesia e così proseguo con la terza domanda incompleta mentre Vic è lì bello tranquillo e sorridente spiegandomi con serenità tutto, quando all’improvviso, ecco sbucare dall’ufficio a fianco un uomo alto e magro. Ripeto dall’ufficio a fianco, separato da quello di Vic con tanto di muri e porta, sbuca lui: il Console Onorario, Il nostro rappresentante dell’Italia sull’isola di Bali: il Sig. Giuseppe Confessa.
Magnifico, civile ed educato dall’alto della sua carica onoraria si mette a strillare: “Sentite andate fuori a compilare il modulo, io sono di là che devo ricevere delle telefonate importanti e non posso essere disturbato dalle vostre chiacchiere” io con molta calma (anche se già sento il sangue pompare alle tempie) contesto: “scusi il modulo l’abbiamo già compilato ci sono solo alcune domande che non sono molto chiare e stavamo chiedendo delucidazioni” e il Sig. Console ribatte: “a me non me frega niente se non siete capaci a leggere, andate fuori e IMPARATE A LEGGERE” al che io, davanti a questo dipendente statale che si permette di dirmi strillando come un matto “IMPARA A LEGGERE” rispondo con un tono un po’ più alterato e con gli occhi infuocati: “ma lo ha letto questo modulo? forse dovrebbe riscriverlo perchè queste frasi non hanno senso nella lingua italiana!” al che Paolo mi prende per un braccio e mi porta fuori mentre io paonazza continuo a borbottare contro di lui.
Vic ci segue e pensate un po’ si vergogna del suo capo e si scusa con noi per l’accaduto.
Odio, quello che mi scorre nelle vene è odio puro al 100%! Perchè ogni volta che uno si rivolge in un qualsiasi ufficio pubblico del nostro paese deve combattere con questa gente.
Il Consolato e le Ambasciate dovrebbero aiutare gli Italiani all’estero ed invece? Non ci posso credere, quello che è successo è inverosimile. Che cosa dovrei dire, cosa dovrei scrivere..sono incazzata nera e delusa. Io vorrei amare la mia nazione, l’Italia è un paese meraviglioso, ma c’è questa gente..abusi d’ufficio, raccomandazioni, mazzette..
Come diavolo faremo a risalire la china, a diventare un paese civile, quando? Ed io, italiana all’estero, come mi posso difendere da una persona così arrogante e con il potere di bloccare la pratica di Paolo! Chi tutela i miei diritti, con chi posso lamentarmi dell’accaduto, perchè questa persona non puo’ essere richiamata da un suo superiore e magari venirmi a fare delle scuse formali.
Ogni volta che nel mio cervello si materializza il desiderio di tornare a casa ecco che ricevo un forte schiaffo a mano aperta e quello che mi fischia nelle orecchie è l’Inno di Mameli.

Letture: 1508

Articoli simili:

  • Nessun articolo simile