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	<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:58:22 +0000</pubDate>
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		<title>Gambia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 09:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Amadou ha 18 anni e noi siamo i suoi primi ospiti tramite il couchsurfing. La sua casa è una corte, ci sono più di trenta persone tra adulti e bambini che vivono qui. Appena arrivati ci fanno accomodare nella nostra stanza che non è altro che un materasso tirato in terra con quattro mura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="../gallery/v/africa/gambia/"><img id="IFid5" class="ImageFrame_none giThumbnail alignleft" style="float: left;" src="../gallery/d/15807-4/gambia.jpg" alt="The Gambia" width="153" height="153" /></a>Amadou ha 18 anni e noi siamo i suoi primi ospiti tramite il couchsurfing. La sua casa è una corte, ci sono più di trenta persone tra adulti e bambini che vivono qui. Appena arrivati ci fanno accomodare nella nostra stanza che non è altro che un materasso tirato in terra con quattro mura tutte intorno e un tetto fatto di lamiera. Fa caldissimo e si suda anche da fermi. Mangiamo un boccone e poi ci portano ad un party, musica dal vivo e un sacco di ragazzi che ballano. Ma noi, un po&#8217; perchè siamo stanchi e un po&#8217; perchè non fa per noi, ci fermiamo poco e andiamo a letto abbastanza presto. <a href="../gallery/v/food/cucina+tipica.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail alignright" style="float: right;" src="../gallery/d/15888-3/cucina+tipica.JPG" alt="Gambian food" width="158" height="158" /></a><br />
Il giorno dopo facciamo colazione a base di frittelle, fagioli e cipolla, dopo di che con Amadou e altri suoi amici/parenti andiamo a fare un giro per il villaggio, ci portano a vedere il mercato, la loro scuola, la moschea e il campo di calcio. Davanti alla casa di Amadou gli abitanti di Sukuta stanno costruendo una moschea. La stanno costruendo con i soldi della beneficenza e nei giorni liberi tutti danno una mano per costruirla. Noi allora decidiamo di fare un&#8217;offerta anche per ricambiare la loro ospitalità. Il giorno dopo andiamo con Amadou e Amstrong, un suo amico, a vedere una specie di parco naturale..una cosa per turisti con tanto di pozzetta con dentro 4 o 5 coccodrilli, ovviamente evitabilissimo. Poi ci portano a vedere il mare, o meglio ci portano a vedere la zona più turistica sulla costa. Villaggi turistici di super lusso, ristoranti di ogni tipo, dall&#8217;italiano al tailandese e un sacco di altre cazzate per turisti. Per vedere il mare entriamo in un villaggio ultra chic.<span id="more-410"></span> Ci sentiamo decisamente a disagio perchè in teoria noi non potremmo stare lì. Arriviamo su una delle spiaggie che non è niente di che, potrebbe essere una qualsiasi spiaggia dalle mie parti e quindi decidiamo di tornare indietro. I Gambian friends si fermano però a giocare prima al calcio balilla e poi a dama..per fortuna arriva una guardia che ci dice che non possiamo stare all&#8217;interno del villaggio a meno che non consumiamo qualcosa quindi ce ne andiamo. Ma che diavolo..perchè ci hanno portato li?! Poi tornando verso casa, circa un&#8217;ora e mezza di camminata sotto il sole cocente, ci attaccano una pezza infinita sul fatto che loro ricevano diverse &#8220;sponsorizzazioni&#8221; da dei loro amici in europa. Insomma per farla breve tutta questa amicizia non è altro che un modo più elegante per chiederci dei soldi. Una volta a casa il padre ci dice che è finito il sacco del riso e Amadou e i loro amici ci ronzano attorno per le sponsorizzazioni!  E&#8217; tutto molto imbarazzante, pensiamo che Amadou si è iscritto al couchsurfing per beccare dei nuovi amici bianchi per chiedere loro dei regali. Siamo stanchi e annoiati da questa situazione e decidiamo di dargli qualche soldo per comprare il riso benedetto ma decidiamo di sparire al più presto anche da questa nazione.</p>
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		<title>Dal Senegal al Gambia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 19:57:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Salutiamo Agnes e prendiamo un taxi per andare al Garage per il Gambia. Saliamo su un furgoncino tipo Ducato con le file di sedili saldate qua e là e partiamo. E&#8217; abbastanza presto ma per uscire da Dakar ci mettiamo circa due ore. Il traffico qui è impressionante, è peggio della tangenziale di Milano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Salutiamo Agnes e prendiamo un taxi per andare al Garage per il Gambia. Saliamo su un furgoncino tipo Ducato con le file di sedili saldate qua e là e partiamo. E&#8217; abbastanza presto ma per uscire da Dakar ci mettiamo circa due ore. Il traffico qui è impressionante, è peggio della tangenziale di Milano o del raccordo anulare di Roma nelle ore di punta! La strada è lunga e prima del confine la strada è fatta di terra e sabbia. Usciamo dal Senegal a piedi e non è molto chiaro..procediamo dritti e non capiamo bene dove sia il posto di blocco, poi un poliziotto ci chiama e senza farci nessuna domanda ci timbra l&#8217;uscita. Proseguiamo e cerchiamo di capire dove sia la frontiera del Gambia, sembra di stare in un villaggio e non in un posto di frontiera. Troviamo un ufficio entriamo è nel mezzo della stanza c&#8217;è una cella con tanto di detenuto dentro. Giriamo intorno alla cella e entriamo nell&#8217;ufficio immigrazione dove un poliziotto super sorridente ci fa compilare il solito foglio e aggiunge un timbro sul nostro documento! Senza nessun tipo di controllo speciale entriamo in Gambia. Qui dividiamo un bussino per raggiungere il porto di Barra con tre senegalesi che vanno in vacanza sulla costa.<span id="more-409"></span> Il tragitto è breve e una volta arrivati al capolinea non capiamo bene dove sia il porto, alla nostra sinistra c&#8217;è il garage dei taxi mentre alla nostra destra un mercato. Tutt&#8217;intorno ci sono dei portoni di metallo dai quali non si puo&#8217; vedere attraverso poi troviamo come una specie di cantiere e lì c&#8217;è un vicolo fatto di lamiere, è il corridoio per raggiungere la biglietteria del traghetto. Tutto molto chiaro..il biglietto per attraversare il fiume Gambia costa pochissimo, 0,20 centesimi. Attendiamo l&#8217;arrivo del traghetto, Valeria chiede ad una specie di controllore a che ora arriva il traghetto e lui le risponde: &#8220;..può arrivare in 15, 20, 30 o 40 minuti..non saprei..&#8221; e allora lei gli richiede quanto tempo ci mette il traghetto ad arrivare sull&#8217;altra sponda e lui risponde: &#8220;..dipende..20, 30 minuti anche un&#8217;ora&#8221;. Perfetto, è tutto molto preciso allora Valeria cerca un telefono per chiamare il ragazzo del couch surfing. Il controllore dice a Valeria che il telefono è &#8220;fuori&#8221; dal porto e così decide di aspettare di arrivare a Banjul per fare la telefonata. Il controllore così cede il suo cellulare a Valeria per farle fare la chiamata e dopo di che ci fa pure scavalcare la fila e ridendo mi chiede se può diventare il suo secondo marito! Il traghetto è super sgangherato e carica di tutto, persone, capre, macchine e camion. In mezz&#8217;ora attraversiamo il fiume Gambia e appena scesi dal traghetto Amadou ci riconosce e con il suo amico &#8220;School boy&#8221; ci portano al loro villaggio.</p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=YjJHyOd6wXU45ZB9IX8.KsdIwsUxVznPO_r5jl77E5ktBiZ.s5rrgVOPnFEo2wkmm1zh9ElVGUkgqpkfHPZJ7F6Mog8hRGkBF8P2ltnMfM_Pvn36m8NOLsFnAid5EHlTcqabFoREV.yuB9gXBlj1&amp;mvt=m?cltype=onnetwork&amp;.intl=us" title="GeoPress map of tha gambia"/></p>
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		<title>Senegal</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 16:32:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Senegal 10 giorni, prezzi per persona
SAINT LOUIS, 2 giorni
Trasporti:
taxi da Rosso a Saint Louis 4,50 euro
taxi in città 3,50 euro
Dormire:
Ostello della gioventù 8 euro a notte, totale 16 euro
Cibo:
cibo e acqua circa 4 euro, totale 16 euro
Internet:
1 euro
DAKAR, 8 giorni
Trasporti:
bus da Saint Louis a Dakar 6 euro
taxi in città 10 euro
bus in città 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<img class="alignnone size-full wp-image-354 alignleft" style="float: left;" title="Meno Spendi Più Viaggi" src="http://www.paolotripmaitrop.com/wp-content/uploads/2008/03/meno-spendi-piu-viaggi-logo.jpg" alt="Meno Spendi Più Viaggi" width="183" height="250" />Senegal 10 giorni, prezzi per persona</p>
<p>SAINT LOUIS, 2 giorni<br />
Trasporti:<br />
taxi da Rosso a Saint Louis 4,50 euro<br />
taxi in città 3,50 euro<br />
Dormire:<br />
Ostello della gioventù 8 euro a notte, totale 16 euro<br />
Cibo:<br />
cibo e acqua circa 4 euro, totale 16 euro<br />
Internet:<br />
1 euro</p>
<p>DAKAR, 8 giorni<br />
Trasporti:<br />
bus da Saint Louis a Dakar 6 euro<br />
taxi in città 10 euro<br />
bus in città 2 euro<br />
piroga per Ngor 0,75 centesimi andata e ritorno<br />
traghetto per Goree 8 euro<br />
bus da  Dakar al confine con il Gambia 6 euro<span id="more-408"></span><br />
Dormire:<br />
gratis da Alioune e Agnes (couch surfing)<br />
Cibo:<br />
cibo e acqua 4 euro al giorno, totale 32 euro<br />
Internet:<br />
2 euro</p>
<p>Totale: 108,00 euro</p>
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		<title>Isola di Gorée</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 19:07:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	A casa da Agnes è arrivato un altro Couch Surfer, un ragazzo francese che si unisce a noi per visitare l&#8217;Isola di Goree. Prendiamo il bus numero 1 che ci porta dalla parcella 16 al centro. Ci mettiamo un sacco di tempo perchè il traffico è impressionante. Scendiamo e ci dirigiamo verso il porto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="../gallery/v/africa/senegal/Senegal-80.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail alignleft" style="float: left;" src="../gallery/d/15748-3/Senegal-80.JPG" alt="Senegal" width="150" height="150" /></a>A casa da Agnes è arrivato un altro Couch Surfer, un ragazzo francese che si unisce a noi per visitare l&#8217;Isola di Goree. Prendiamo il bus numero 1 che ci porta dalla parcella 16 al centro. Ci mettiamo un sacco di tempo perchè il traffico è impressionante. Scendiamo e ci dirigiamo verso il porto dove facciamo il biglietto. La tratta è breve, più o meno dieci minuti e già sul traghetto c&#8217;è chi si propone come guida o come venditore. L&#8217;isola di Goree è molto piccola e per girarla tutta ci mettiamo circa 1 ora e mezza. Da quest&#8217;isola venivano imbarcati i neri per essere poi venduti come schiavi. Ci sono molti edifici coloniali, molto belli ma lasciati all&#8217;abbandono mentre alcuni vicoli sono stati ristrutturati. L&#8217;isola è abitata e c&#8217;è anche una scuola. Ci sono diversi musei ma sono tutti a pagamento quindi noi da bravi cafoni non andiamo a visitarne neanche uno mentre il ragazzo francese sceglie di vedere il museo degli schiavi.<a href="../gallery/v/africa/senegal/Senegal-111.JPG.html"><img id="IFid4" class="ImageFrame_none giThumbnail alignright" style="float: right;" src="../gallery/d/15688-3/Senegal-111.JPG" alt="Senegal" width="150" height="150" /></a> Mi sa tanto che abbiamo fatto bene perchè il francese esce dal museo dopo due minuti perchè non c&#8217;è niente all&#8217;interno da vedere se non l&#8217;edificio stesso che è identico a tutti gli altri dove si puo&#8217; entrare. Ovviamente qua e là si avvicinano diversi venditori che vogliono mostrarci il loro negozietto e la loro merce. Saliamo verso il promontorio dell&#8217;isola e lì c&#8217;è un mega cannone o pseduo mitra della guerra mondiale. Tutt&#8217;intorno ci sono diversi artisti che dipingono o che fanno delle sculture. Torniamo verso il porto per riprendere il traghetto per tornare a Dakar quando un simpatico giovanotto ci si avvicina e mostrandoci velocemente una specie di tesserino ci chiede se abbiamo l&#8217;autorizzazione per riprendere..mmm..mmm..(premesso che come noi sull&#8217;isola ci saranno stati una cinquantina di turisti armati di macchina fotografica e telecamera).<span id="more-400"></span> Ok, incazzato nero dico al tipo che se devo pagare una multa la pagherò ma che me voglio subito andare dal Senegal perchè mi sono proprio rotto le palle. Il tipo subito cambia tono perchè il tutto sta avvenendo davanti all&#8217;unico ufficio della polizia dell&#8217;isola. Probabilmente vuole solo farci impaurire per spillarci qualche soldo. Metto via la telecamera e lui subito si allontana, incazzati neri ci sediamo su una panchina aspettando il traghetto e il francese che è andato a mangiare una cosa. Ci si avvicina un altro Senegalese per conversare con noi e questo ha la sfortuna di parlare Italiano..gli spieghiamo cosa ci è successo e lui cerca di farci capire che non è normale quello che ha fatto quel ragazzo con noi e a Goree tutti possono fare foto e video..poco importa, anche qui come a Saint Louis e a Dakar ci levano la vita per ogni cosa perchè siamo bianchi e turisti. Domani partiamo per il Gambia e speriamo almeno là di trovare un posto migliore.</p>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 19:43:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Ci svegliamo tutti insieme e mentre io, Valeria e Agnes imburriamo il pane Jemen fa colazione con fegato e cipolle. Jemen è una ragazza senegalese che vive insieme ad Agnes. La sua casa è abbastanza grande ed è impressionante il via vai di gente, tra bambini e non, che vengono a trovarle. Agnes vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="../gallery/v/africa/senegal/Senegal-196.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail alignleft" style="float: left;" src="../gallery/d/15742-3/Senegal-196.JPG" alt="Senegal-196" width="149" height="149" /></a>Ci svegliamo tutti insieme e mentre io, Valeria e Agnes imburriamo il pane Jemen fa colazione con fegato e cipolle. Jemen è una ragazza senegalese che vive insieme ad Agnes. La sua casa è abbastanza grande ed è impressionante il via vai di gente, tra bambini e non, che vengono a trovarle. Agnes vive qua da pochi mesi ma già parla wolof che è la loro lingua. Finalmente riusciamo a capire come raggiungere il centro prendendo l&#8217;autobus e non il taxi. I bus generalmente sono dei furgoni coloratissimi e non hanno un numero e tanto meno si riesce a capire dove siano le fermate. Si sale dal retro e il &#8220;bigliettaio&#8221; riamane appeso fuori tutto il tempo percuotendo le monete sulla carrozzeria del furgone quando si deve fermare o ripartire. Agnes però abita vicino al capolinea del 25 e del 7, che sono delle nuove linee..finalmente numerate! Così riusciamo a risparmiare i soldi del taxi. Andiamo all&#8217;ambasciata della Guinea Bissau a riprendere i nostri passaporti e li portiamo all&#8217;ambasciata della Guinea, dove dobbiamo fare l&#8217;altro visto per 50 euro a testa.  Il giorno dopo lo andiamo a ritirare e ci rincontriamo in centro con Agnes e Jemen. Per le strade ci sono negozi e bancarelle di ogni genere, dai jeans alla frutta. Ovviamente veniamo assaliti dalla maggior parte dei venditori che appena capiscono che siamo italiani ci dicono: &#8220;Italia?! L&#8217;Africa d&#8217;Europa!&#8221; mmm..in che senso??<span id="more-399"></span><br />
Passiamo così la giornata in giro per Dakar e nel tardo pomeriggio andiamo a vedere una lezione di danza popolare senegalese. Non è una cosa per turisti ma è una scuola di ballo dove un&#8217;amica senegalese di Agnes studia. In fondo alla classe ci sono circa 7 o 8 percussionisti mentre una decina di ragazzi e ragazze si dimenano in balli super ritmati e canti.</p>
<p><img src="http://gws.maps.yahoo.com/mapimage?MAPDATA=iXfZBOd6wXVXB.cGlVbSW_0KLiEvbuR9c9fZv10Z8XrNlBJ31v3gO60i_jAkEk87adH2myVAWflsFHemyrQwnUF6RVilbLi_J9R4awZFZlZSuAdcsiTVro6JLfNp2qqrdKRRtKSrs5w4H5i0RcdO&amp;mvt=m?cltype=onnetwork&amp;.intl=us" title="GeoPress map of "/></p>
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		<title>TripComic Barcellona</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">In un momento di noia notturna ci siamo messi a giocare con il nostro MacBook e abbiamo così pensato di farvi sorridere un po&#8217; con i &#8220;Nuovi fumetti TripComics!&#8221;.<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/wp-content/uploads/2008/05/page_1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolotripmaitrop.com/wp-content/uploads/2008/05/page_1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-395" title="TripComic Barcellona" src="http://www.paolotripmaitrop.com/wp-content/uploads/2008/05/page_1-300x200.jpg" alt="TripComic Barcellona" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Senegal, Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 15:26:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Dopo aver fatto colazione con Alioune andiamo a conoscere la sua famiglia. Lo zio ha due mogli, una al primo piano e l&#8217;altra al secondo piano della casa. Passiamo tutta la giornata con loro, la tv in casa è sempre accesa e dopo un po&#8217; i video di musica senegalese incominciano a farci venire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/senegal/Senegal-53.JPG.html"><img id="IFid5" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="Gallo" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15651-3/Senegal-53.JPG" alt="Senegal" width="150" height="150" align="left" /></a>Dopo aver fatto colazione con Alioune andiamo a conoscere la sua famiglia. Lo zio ha due mogli, una al primo piano e l&#8217;altra al secondo piano della casa. Passiamo tutta la giornata con loro, la tv in casa è sempre accesa e dopo un po&#8217; i video di musica senegalese incominciano a farci venire il mal di testa! E&#8217; quasi ora di pranzo e mentre finiscono di cucinare i cugini di Alioune ci fanno riposare la testa perchè cambiano canale per vedere Inter-Cagliari!! Ci vorrebbe il fratello di Valeria qui..Incredibile..adorano il calcio e conoscono i nostri giocatori e le squadre italiane. Il pranzo è pronto, hanno preparato il Tiebudieun. E&#8217; un tipico piatto della cucina senegalese a base di riso pesce e verdure, molto buono e molto piccante.<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/food/Cucina+tipica-22.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="Tiebudieun, piatto nazionale senegalese a base di pesce, verdure e riso" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15665-3/Cucina+tipica-22.JPG" alt="Senegal food" width="153" height="153" align="right" /></a> Valeria ha azzardato ad addentare un peperoncino e ci è rimasta secca! Il giorno dopo andiamo in centro per fare il visto per la Guinea Bissau. L&#8217;ambasciata apre con tutta la calma di questo mondo, circa un&#8217;ora e mezza di ritardo e dopo aver compilato la domanda, consegnato le foto e il passaporto e pagato 30 euro a testa andiamo a verso il porto. Domani dovremo tornare qui per riprendere i nostri documenti e portarli all&#8217;ambasciata della Guinea per l&#8217;altro visto.<br />
Già Dakar è cara ma qui in centro lo è ancora di più, per due panini e l&#8217;acqua abbiamo pagato come se stessimo a Milano. Al porto cerchiamo di capire se da Dakar ci sono delle navi per Capo Verde, purtroppo non ci sono ma per riuscire ad avere questa risposta ci mettiamo quasi due ore.<span id="more-391"></span> Dal molo 1 ci dicono di chiedere al molo 2, dal molo 2 ci mandano ad un ristorante capo verdiano e da lì ci mandano al molo 3, dal molo 3 ci dicono di andare ad un agenzia che ci rimanda al molo 2..insomma dopo aver fatto le palline da ping-pong per tutto il porto troviamo una biglietteria che ci da la bella notizia. L&#8217;unico modo per andare a Capo Verde è volare, così ci giriamo un po&#8217; di agenzie per vedere i prezzi dei voli. E&#8217; impressionante la quantità di macchine e di persone che ci sono per la strada, è un caos assoluto. Esausti e ben intossicati dallo smog torniamo a casa e traslochiamo da Agnes, una ragazza inglese che vive qui a Dakar e che studia antropologia. Terza esperienza di couch surfing.<br />
</p>
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		<title>Dakar</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 15:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Facciamo colazione in ostello prima di partire per Dakar. Con un taxi raggiungiamo la stazione e lì cerchiamo un bus..e via con il solito rito, contrattare il prezzo per noi e per i bagagli. Il Bus non è altro che un furgone super scassato con le scorrevoli saldate per non far cadere la gente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/senegal/Senegal-39.JPG.html"><img id="IFid2" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="La classe di Alioune" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15641-3/Senegal-39.JPG" alt="Senegal" width="150" height="150" align="left" /></a>Facciamo colazione in ostello prima di partire per Dakar. Con un taxi raggiungiamo la stazione e lì cerchiamo un bus..e via con il solito rito, contrattare il prezzo per noi e per i bagagli. Il Bus non è altro che un furgone super scassato con le scorrevoli saldate per non far cadere la gente, ci sono diverse file di sedili molto artigianali, tre orizzontali e due verticali. Più o meno siamo in tredici dentro il furgone ma siamo decisamente più comodi che nel taxi. I bagagli sono tutti ammassati sopra il portapacchi del furgone. Prima di partire l&#8217;autista fa una specie di rito scaramantico sul sedile e sul volante del bus. Sono decisamente superstiziosi tanto che tutti i bambini hanno addosso il gri-gri, un talismano porta fortuna. <a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/senegal/Senegal-56.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="La Moschea di Ouakam" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15655-3/Senegal-56.JPG" alt="Senegal" width="155" height="155" align="right" /></a>Non è altro che uno spago con un ciondolo, tipo una conchiglia, delle perline o un sacchettino con dentro qualcosa, c&#8217;è chi lo porta legato attorno alla pancia o intorno al braccio. Il viaggio è abbastanza lungo, quasi quattro ore. Lungo la strada incrociamo vacche, capre, baobab giganti e diversi piccoli paesi. Non sappiamo esattamente dove scendere così scendiamo al capolinea. Qui solito macello, veniamo assaliti da milioni di tassisti. Telefoniamo al figlio di Fatu, Alioune, che spiega ad un tassista dove abita. Così, a caro prezzo, raggiungiamo casa sua. Dakar è una città immensa, il centro è un delirio di strade, palazzi e traffico e anche in periferia non si scherza, ci sono solo edifici più piccoli e le strade sono ricoperte di sabbia.<span id="more-390"></span> Conosciamo Alioune, è un professore di inglese. Finalmente gli consegniamo il pacco che sua mamma ci aveva dato a Noadhibou, 10 chili tra succhi di frutta, biscotti e latte! Dormiamo a casa sua e il giorno dopo andiamo con lui ad assistere ad una sua lezione. Le classi sono decisamente numerose, di media ha trenta studenti per classe! Le sue lezioni sono interamente in inglese ai suoi studenti infatti non parla mai in Francese e la lezione è difficile pure per noi!! I ragazzi hanno circa 15-16 anni e sono molto partecipi, ridono e scherzano con il loro professore. Nel pomeriggio andiamo con Alioune a vedere l&#8217;isola di N&#8217;gor. Si arriva su quest&#8217;isoletta con una piroga, il tragitto è brevissimo circa due minuti. L&#8217;isola di N&#8217;gor è minuscola, ci sono solo case e ristoranti per i turisti e ovviamente una scuola di surf. E&#8217; zeppa di surfisti e non mi piace per niente. E&#8217; pomeriggio ed è molto ventilato e non c&#8217;è nessuno in acqua ma il mare c&#8217;è ed è anche abbastanza grosso.</p>
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		<title>Saint Louis, Senegal</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 12:42:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 	Arriviamo alla stazione dei taxi di Saint Louis e da lì proviamo a chiamare il couch surfer che dovrebbe ospitarci ma non risponde così chiamiamo Paco, un amico di Davinia la ragazza canaria che abbiamo conosciuto a Fuerteventura. Paco ci porta all&#8217;ostello della gioventù, i prezzi in Saint Louis sono decisamente troppo europei! Paco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/africa/senegal/Senegal-34.JPG.html"><img id="IFid6" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="Bambini di Saint Louis" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15605-3/Senegal-34.JPG" alt="Senegal" width="150" height="150" align="left" /></a>Arriviamo alla stazione dei taxi di Saint Louis e da lì proviamo a chiamare il couch surfer che dovrebbe ospitarci ma non risponde così chiamiamo Paco, un amico di Davinia la ragazza canaria che abbiamo conosciuto a Fuerteventura. Paco ci porta all&#8217;ostello della gioventù, i prezzi in Saint Louis sono decisamente troppo europei! Paco è stra preso perchè sta organizzando un festival di musica Hip-Hop, quattro serate di musica dal vivo!  Ci riposiamo un po&#8217; e poi andiamo a fare un giretto per la città e a mangiare qualcosa. Il giorno dopo facciamo un giro per la città, Saint Louis è composta da tre penisole collegate con dei ponti, uno è tutto di ferro ed è abbastanza lungo.<a href="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/v/food/Cucina+tipica-19.JPG.html"><img id="IFid1" class="ImageFrame_none giThumbnail" longdesc="Yassa di pesce" src="http://www.paolotripmaitrop.com/gallery/d/15567-3/Cucina+tipica-19.JPG" alt="Senegal food" width="152" height="152" align="right" /></a> Mentre giriamo per la città cerchiamo di capire dove e come poter raggiungere Dakar. La penisola centrale è la più turistica mentre quella che da sul mare è abitata dai pescatori e sull&#8217;altra c&#8217;è il resto della popolazione. Qui è tutto un mercato di colori, frutta, verdura, pesci, artigianato e vestiti..è davvero molto bello ma appena tiriamo fuori la macchina fotografica ci trattano male e ci dicono che non vogliono assolutamente che vengano fatte delle fotografie. Andiamo bene..Valeria si innervosisce e così torniamo verso la penisola più turistica. Un motivo in più per levare le tende subito da questa città. Torniamo in ostello e incontriamo Paco che ci porta a vedere una mostra di graffiti, sempre organizzata per il festival Hip-Hop. Dopo averci offerto di tutto e di più ci porta a vedere il concerto in un quartiere popolare di Saint Louis.<span id="more-389"></span> Al concerto ci sono tantissime persone e soprattutto di tutte le età, mamme con neonati, bambini, ragazzi e ragazze ed anziani. E&#8217; proprio un bel concerto con bella gente e bella musica. Dopo un paio d&#8217;ore torniamo verso l&#8217;ostello perchè il giorno dopo dobbiamo partire per Dakar.</p>
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		<title>Attraversare il confine tra Mauritania e Senegal</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 17:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TripMaiTrop</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	Sveglia alle 6 del mattino per prendere il taxi con Iba e la sua famiglia per passare il confine ma come sempre mega casino con il tassista. Il giorno prima Iba aveva trovato il taxi e stabilito il prezzo e gli aveva dato appuntamento per oggi. Il taxi si è presentato in orario ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Sveglia alle 6 del mattino per prendere il taxi con Iba e la sua famiglia per passare il confine ma come sempre mega casino con il tassista. Il giorno prima Iba aveva trovato il taxi e stabilito il prezzo e gli aveva dato appuntamento per oggi. Il taxi si è presentato in orario ma appena gli altri tassisti hanno visto la situazione si sono subito precipitati in prenda a mille gelosie. Alla fine hanno cacciato il tassista che avevamo scelto noi perchè gli altri autisti dicevano che quella non era la tratta che doveva fare lui. Da un lato ci consola vedere che anche i locali passano i guai con loro. Perdiamo un&#8217;ora abbondante ma alla fine ce la facciamo e partiamo. Il viaggio è breve ma intenso..siamo i 7 su una station wagon più l&#8217;autista. Non riusciamo nemmeno a spostare un braccio o a stendere una gamba..un&#8217;inferno..mai più con i taxi continuiamo a ripeterci..eppure..<br />
Per fortuna arriviamo a Rosso Mauritania in poco meno di un&#8217;ora e mezza grazie alla presenza in macchina con noi dello zio di Iba, che per 45 anni ha insegnato a tutti i poliziotti della Maurtiania, infatti ad ogni posto di blocco non ci hanno mai chiesto i documenti.<span id="more-388"></span><br />
Rosso è il caos più assoluto. Dobbiamo passare la frontiera, in teoria dovrebbero esserci dei controlli, un posto di blocco, qualsiasi cosa ed invece uscire da questa nazione significa passare da una porta. Non è così semplice come potrebbe sembrare perchè ci sono i poliziotti che vogliono i soldi, altri che ti chiedono una tassa comunale per passare e altri ancora che vogliono portarti le valigie in cambio di qualche soldo. Ma noi abbiamo il nostro lascia passare, quindi non paghiamo nessuno e tanto meno il traghetto per attraversare il fiume Senegal. Così grazie allo zio ci ritroviamo sulla sponda del Senegal: Bella zio!<br />
Qui si ricomincia, poliziotti, dogana, timbro sul passaporto e controllo bagagli. Iba e la sua famiglia vanno a Dakar mentre noi ci dirigiamo verso St. Louis. Appena mettiamo piede fuori dalla frontiera veniamo letteralmente assaliti da tassisti, bambini e ragazzi con il carretto a cavallo per darci un passaggio..api sul miele! Non capiamo più niente e incominciamo a spostarci a passo spedito fuori da quel casino ma è difficile perchè ci strattonano di continuo. Dopo un chilometro a piedi raggiungiamo gli altri taxi e purtroppo non ci sono autobus e quindi dobbiamo prendere un altro taxi fino a Saint Louis.</p>
<p></p>
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