Di ritorno da Paolo, terza parte

I diari della ValeDormo come un ghiro, tanto che mi sveglio alle 16.30 di pomeriggio! Appena apro gli occhi i due che divino il dormitorio con me mi danno il buongiorno e mi chiedono se per caso non mi sento bene dato che sono svenuta sul letto per più di 20 ore! Ancora rimbambita dal sonno riesco a mala pene a capire cose mi stiano dicendo ma riesco a rispondere loro che sto benissimo e che sono solo in preda al fuso orario.
Scendo dal letto a castello, io dormo ai piani alti, e vado a lavarmi i denti e la faccia. Poi ritorno in camera e faccio conoscenza con i due ospiti. Uno si chiama Jaffro (lo scrivo come si pronuncia), un ragazzo di circa 25 anni di Taiwan, davvero molto simpatico. Alto e magro anzi magrissimo, peserà 35 chilogrammi con le scarpe! E’ in viaggio da parecchi mesi, è stato in Australia e in Nuova Zelanda ed ha visitato parecchi stati del Sud Est Asiatico. Prossime tappe Indonesia e Filippine per poi tornare a casa. Si fermerà qualche giorno qui a Kuala Lumpur per i visti e poi partirà. E’ un bravo ragazzo anche se un po’ strano perchè passa tutta la giornata chiuso in camera a studiare Tailandese. Prende appunti e sfoglia dizionari e grammatiche sgranocchiando qualche snack. Si alza dal letto solo per andare in bagno o per andare a comprare qualcosa da mangiare.
L’altro si chiama Lorenzo, un uomo sulla cinquantina. Lorenzo è di Pisa ma si è trasferito negli Stati Uniti quando era ancora piccolo e quindi la nostra lingua non la parla praticamente più. Ora vive in Malesia, dice di insegnare inglese qui ma secondo me l’arte sua è quella di uscire con le donne. Infatti attacca bottone con me facendomi leggere gli sms che le sue femmine gli mandano. Ora ha due “ragazze”, una Filippina che dice di amare alla follia tanto da volerla sposare e una famosissima attrice Cinese. E’ un galantuomo, molto attento nel parlare ed è anche molto gentile.
Mi racconta di avere un bell’appartamento appena fuori dal centro di Kuala Lumpur e che dorme in ostello quando deve dare lezioni di inglese perchè così si trova già in città e per gli spostamenti è più comodo. Mi racconta anche che ha vissuto per parecchi anni negli Emirati Arabi, tanto da parlare perfettamente l’arabo, qui lavorava per una grande compagnia petrolifera. Sarà..ma a me Lorenzo mi sa proprio di latin lover un po’ sfigato. Comunque con me è tutto una smanceria: “se questa notte non riesci a dormire svegliami che andiamo a bere un tè insieme” il tutto farcito da”sweety” o “darling”.
A presentazioni fatte esco un po’ dall’ostello e mi faccio un giretto per Chinatown lasciandomi trasportare dai profumi e dagli odori di questo quartiere: pesce essiccato, vapori di zuppe, curry, carne arrosto e ogni tanto l’immancabile puzza di fogna.
Per la prima volta nella mia vita sono da sola, sono in una città dove nessuno mi conosce, non ho un cellulare e Paolo non è con me, totalmente isolata. Devo dire che è molto piacevole, non sarà così male aspettare qualche giorno prima di partire. Mi piace questa situazione perchè non devo rendere conto a nessuno. Ci sono solo io, se voglio fare una cosa la faccio altrimenti no. Non devo preoccuparmi di niente e di nessuno, posso sedermi ad un baracchino lungo la strada, bere un caffè stando in silenzio o osservando la gente per strada o più semplicemente leggendo un libro. Tutto questo puo’ durare un’ora, 5 minuti o mezza giornata. Non c’è nessuno che mi aspetta, ci sono solo io. Bello..mi piace questa sensazione ma credo che a lungo andare possa diventare pesante, magari si riesce a stare così per un mese o più ma poi la solitudine arriva, come un fulmine a ciel sereno.

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