Dalla Guinea al Mali

Si parte verso il Mali e dopo l’ultima esperienza con il taxi optiamo per il minibus, cioè un furgoncino con quattro file di sedili. Aspettiamo come sempre parecchie ore prima che il mezzo si riempia e nell’attesa facciamo diverse volte colazione con del Nestcafé e panino con frittata. Il bussino è pronto e con noi altre 18 persone super pressate condivideranno il viaggio fino a Kan Kan. 15 lunghe ore tra le foreste e i fiumi della Guinea, decisamente stupendo il paesaggio e peccato che dopo poche ore scenda il sole e non si veda più niente. Per cena ci fermiamo in un villaggio dove finalmente troviamo un’alternativa al solito riso con carne o pesce, cioè gli arrosticini!! Buonissimi e super economici! Dopo poco ripartiamo e cerchiamo in qualche modo di dormire ma non riusciamo a trovare nessuna posizione comoda e così rimaniamo svegli fino all’arrivo a Kan Kan. Da qui partono gli altri mezzi per Bamako, la capitale del Mali, e le alternative sono le solite: taxi, bussino o bus. Scegliamo il bus che è quello più comodo e più economico. Ci dicono che partirà alle 14 ma in realtà staremo ad aspettare fino verso le 7 di sera prima di metterci in moto, pazzesco qui ogni cosa è un’agonia. Arriviamo alla frontiera della Guinea verso mezzanotte e non si capisce bene, come sempre, cosa fare o dove dobbiamo andare. Tutti scendono dal bus e si mettono a bivaccare in terra poi il bus passa la frontiera con il Mali e lì finalmente ci prendono il passaporto e ci fanno una specie di visto provvisorio. L’uscita dalla Guinea non ce l’hanno timbrata mentre il visto in Mali ce lo fanno pagare 15.000 CFA. Con il foglio che ci hanno dato poi dovremo andare a Bamako all’ufficio immigrazione per farci mettere il visto sul passaporto. Risaliamo sul bus e alle 4 del mattino arriviamo in città. Aspettiamo che scarichino i bagagli e dopo di che con un taxi andiamo a casa di Melissa, una ragazza canadese del couchsurfing che ci ospiterà per qualche giorno.

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2 commenti su “Dalla Guinea al Mali”

  1. Arrosticini? Chissà che nostalgia della terra natia!!! (sono un poeta mancato…). Effettivamente mi sembra di intuire che gli spostamenti siano ogni volta un parto.
    Comunque sempre meglio che rimanere imbottigliati nel traffico! Ma foto e video? Capisco che vi spaccano le palle ogni volta che fate qualche scatto ma il blog senza contenuti d’immagine mi sembra il Diario di Anna Frank!!!
    Ovviamente scherzo… state facendo un ottimo lavoro! Un abbraccio

  2. Ciao ragazzi,
    in una serata di depressione sono tornata a fare un giro sul vostro sito.
    Complimenti per l’entusiasmo che mettete nei vostri viaggi e per i vostri bellissimi e interessantissimi resoconti.
    Un abbraccio virtuale

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