Cebu, Malapascua

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Via verso una nuova isola, Cebu per raggiungere al nord Malapascua, solito tran tran nave e bus.
Lungo la strada passiamo diversi villaggi e realizzo che ci sono sempre tre cose che non mancano mai in ogni centro abitato qui alle Filippine, piccolo o grande che sia, e cioè: chiese, galli e karoke o la musica in generale.
Le chiese sono ovunque perchè i Filippini sono molto credenti e praticanti e inoltre non mancano cappelle, statue di Madonne o rosari e crocefissi appesi un po’ ovunque. Poi ci sono i galli, diciamo che la media è un gallo ogni 4 abitanti. Dovunque si vedono dei bei galli colorati con il petto rigonfio e la coda rigogliosa, beccano il mangime legati per una zampa con una cordicella ad un albero o ad una palma e ogni domenica scendono in piazza per i combattimenti.Philippines Islands Due galli alla volta vengono scelti per combattere, vengono prese le scommesse, legano delle lame alle zampe e poi li mettono uno di fronte all’altro. Li fanno agitare un po’ tenendoli per la coda poi quando sono abbastanza nervosi li lasciano al loro destino. Combattono ferendosi e il gallo che perde, cioè quello che rimane a terra, poi se lo mangiano in brodo. Il combattimento con i galli è lo sport nazionale delle Filippine, c’è proprio un campionato e lo passano persino in televisione.
Il Karaoke è un’altra cosa che non manca mai, anche in un villaggio di case fatte di paglia c’è almeno un locale con il karaoke. Non c’è la corrente? Si accende il generatore per far suonare gli amplificatori e cantare nel microfono! I Filippini hanno la musica nel sangue, cantano e suonano di continuo.
Finalmente arriviamo a Malapascua, meravigliosa. Quest’isola è piccolissima, talmente piccola che in meno di 3 ore la si puo’ girare tutta a piedi ed è davvero stupenda. Le spiagge sono incontamite e il mare è spettacolare e soprattutto non c’è nessuno. Di turisti se ne vedono pochi e la maggior parte sono divers che vengono qui per fare le immersioni perchè in questa zona è possibile vedere lo squalo volpe, le mante e lo squalo martello. Un’isola paradisiaca dove l’unico sforzo della giornata è scivolare verso una delle spiagge e tuffarsi nel mare per rinfrescarsi un po’ oppure fare un giretto nel villaggio dei pescatori dove sembra di essere uno di famiglia. La gente è estremamente cordiali e i bambini ci accompagnano al faro, al porto o a vedere i pesci catturati dai pescatori. Insomma Malapascua è proprio un bel posto dove fermarsi per un po’ a godersi le giornate nel completo relax. Però presi dai tanti sub che fanno dentro e fuori dall’acqua con le bombole ci viene l’idea di prendere l’open water. Così mentre Daniel e Carlos si abbrustoliscono al sole noi ci immergiamo in tre giorni di corso intensivo. Brian, il nostro istruttore, il primo giorno ci mette in mano il libro che dobbiamo studiare e ci piazza davanti alla tv per vedere il dvd dell’open water course. Io e Paolo già dopo la prima ora iniziamo a scalpitare e speriamo che la campanella della ricreazione suoni il prima possibile ma non siamo più sui banchi di scuola, qui c’è da seguire bene il tutto e con attenzione perchè poi alla fine ci attende l’esame! Il primo giorno va così, guardando il video e leggendo il libro, mentre finalmente i due giorni successivi si mettono in pratica gli insegnamenti in acqua. Impariamo a come preparare l’attrezzatura e poi in mare a provare tutti gli esercizi: togliere la maschera e rimettersela, bilanciarsi in acqua, usare l’erogatore e via dicendo. Ma è l’ultimo giorno quello più bello dove si scende verso i fondali e sembra di volare nel mare, emozionante perchè sott’acqua c’è tutto un altro mondo da scoprire e mentre nuoto tra il relitto della nave giapponese della seconda guerra mondiale e i coralli spero solo che il nostro istruttore non ci faccia segno di risalire in superficie alzando il pollicione verso il cielo!
Dopo avere superato i quiz a pieni voti, dato che abbiamo copiato selvaggiamente le risposte, il nostro istruttore ci rilascia il Padi, ecco due provetti sub!
Contenti come delle Pasque a Malapascua andiamo a festeggiare il compleanno di Daniel che compie 40 anni. Da bravo Ceco ci invita fuori a bere: “Pivo..pivo!” “Birra..birra!”, e via un boccale dopo l’altro. Mezzo litro, poi un altro ed un altro ancora..il tutto senza mangiare nemmeno una nocciolina e così mi ritrovo bella che ubriaca, ridotta male come un cencio tanto da buttarmi a letto alle 6.30 di pomeriggio!

2 commenti su “Cebu, Malapascua”

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