Verso Marbella

[image source_type=”attachment_id” source_value=”2256″ title=”atlas” align=”left” icon=”zoom” lightbox=”true” size=”medium”] Arriviamo a Barcellona nella giornata del match Barcelona-Inter perciò non proviamo nemmeno a cercare un posto dove dormire ma ci spostiamo subito verso Valencia dove ci fermiamo in un autogrill per cenare e dormire. Dormire e’ una parola grossa perché’ in macchina i sedili non si possono reclinare in quanto l’auto e’ stracolma delle nostre borse e scatoloni.
L’indomani ci rendiamo subito conto che l’eta’ avanza inesorabilmente perché ci svegliamo con mille dolori alla schiena, alle gambe e alle braccia, io addirittura faccio fatica ad allacciarmi le scarpe mentre Paolo e’ preso da un mega torcicollo.
Prendiamo il “nostro” atlante stradale del 97/98 in lingua polacca e partiamo in direzione Marbella dove incontreremo Claudio.
Claudio, già nostro compagno di viaggio tra Venezia e Cracovia marcando stretto il ciclista Tripluca, ha deciso di unirsi alla spedizione per Fuerteventura e ci seguirà con il suo scooter cinese sull’isola solo dopo averci sbolognato una parte dei suoi bagagli. Claudio nell’ultimo periodo si e’ fermato per un po’ sulla costa del Sol, tra Marbella e Malaga ma ora sembra essersi stufato del posto e così’ migra alle Canarie per cambiare aria.
Nei mille e più chilometri che ci separano dalla nostra prossima tappa siamo circondati da immense coltivazioni di arance e ulivi. La terra e’ ben secca e gli alberi, sia di arance che di ulivi sembrano dei cespugli ordinati per file tra i campi. Il caldo torrido ci attanaglia rendono le ore del viaggio lunghe e pesanti.
L’Andalusia ci sorprende con le sue case costruite nella roccia, per il caldo infatti i contadini scavano dei tunnel nella pietra dove tutto intorno viene costruita una casa, o meglio una porta con una tettoia e a volte una veranda. Le case antiche sono tutte così infatti la zona sembra una enorme forma di groviera dove le case assomigliano a delle tane o a dei bunker!
Dopo le torride campagne coltivate e le grotte davanti a noi si intravede un mare e una costa ricoperta da una quantità’ di cemento impressionante. Ci avviciniamo a Claudio e Benidorm, Malaga e Marbella sono li’ che ci aspettano.
E’ impressionante vedere la colata enorme di cemento che dalle montagne scende fino al bagna asciuga. Altro che speculazione immobiliare ed ecomostri, la costa e’ stata letteralmente inghiottita dai palazzi e dalle strade, davvero triste.
Non ci facciamo distrarre dai casermoni e dal traffico perché il nostro obbiettivo della costa del Sol e’ Claudio che abbronzato e sorridente ci aspetta in un Burger King di Marbella.
Ed eccolo il nostro socio che dopo un abbraccio e un saluto ci accompagna da Lucinda la couchsurfer inglese che gentilmente ci ospiterà.
Lucinda vive a Marbella da molti anni e si e’ appena trasferita in una bellissima casa un po’ fuori dal centro. Con lei passiamo davvero poco tempo perché deve uscire per fare una lezione di salsa. Non sapremo mai come ringraziarla abbastanza perché appena vediamo il letto che ci accoglierà questa notte ci sentiamo già meglio, un bel letto matrimoniale con un soffice piumone e lenzuola pulite che dopo una notte passata a cercare di dormire in macchina e’ decisamente un sogno tanto che già sentiamo i muscoli rilassarsi.
Lucinda se ne va alla sua classe di ballo mentre noi con Claudio andiamo verso il centro e, dopo una lunga camminata, ci sediamo in un Tapas bar a cenare chiacchierando del piu’ e del meno con Claudio che ci racconta della sua esperienza in Centro America e pianificando il viaggio dei prossimi giorni.

2 commenti su “Verso Marbella”

  1. “Prendiamo il “nostro” atlante stradale del 97/98 in lingua polacca”
    ma sarà mica il mio???? Ahhhh…così imparate a rubare.
    La poesia di un atlante in polacco in un giorno di primavera.
    Tié.

  2. non abbiamo potuto resistere quando abbiamo visto l’atlante in polacco 97/98..l’annata migliore!
    ad ogni modo l’atlante poposki, in dieci anni, e’ la terza volta che torna alle canarie!

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